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Attività

Consiglio direttivo 2003/2006 – Seduta del 16 gennaio 2004

Il 16 gennaio 2004 alle ore 11, presso lo studio Morbidelli in Roma, via Carducci 4, si riunisce il Consiglio direttivo dell’Associazione. Sono presenti i professori Bartole, presidente; Morbidelli, segretario; Loiodice, tesoriere; Ainis; Ciarlo; Floridia; Pizzetti; Ridola. Verbalizza Floridia. E’ assente il prof. Arcidiacono, impegnato in una Conferenza dei presidi.

1. Approvazione del verbale della seduta precedente.

Il Presidente sottopone al Consiglio il verbale, la cui bozza, diramata in precedenza per posta, è stata modificata secondo quanto richiesto da alcuni Consiglieri. Il testo risultante è approvato all'unanimità. Il prof. Ridola si occuperà della sua pubblicazione sul sito dell’Associazione.

2. Comunicazioni della Presidenza su adempimenti amministrativi e organizzativi.

            Il Presidente comunica di essersi recato, insieme al Segretario, presso la Corte costituzionale, per dar seguito all’ipotesi di ottenere uno spazio stabile per l’Associazione nei relativi locali. Il Presidente della Corte ha comunicato loro che il suo proposito in tal senso è stato in linea di massima recepito, e che lo spazio sarà probabilmente trovato nei nuovi ambienti assegnati alla Corte. Non si tratterà di una sede di rappresentanza, ma di una sala per le riunioni e per il deposito dell’archivio, a cui farà capo un recapito postale. La cosa va tuttavia decisa formalmente dalla Corte, per cui saranno avviati gli opportuni contatti.
            Sono state risolte tutte le questioni relative al conto bancario dell’Associazione ed alla sua disponibilità attraverso il deposito delle firme. Risulta un saldo positivo di 18.000 euro. Una parte cospicua di queste risorse sarà destinata alle spese per il sito web dell’Associazione: il prof. Ridola è invitato ad occuparsi dei relativi adempimenti (convenzioni e fatturazioni).
            Il Presidente ricorda che per la pubblicazione degli atti del Convegno dell’Associazione tenutosi nel 2002 presso l’Università Bocconi di Milano vi è la disponibilità del prof. Giuseppe F. Ferrari ad assicurare la copertura integrale delle relative spese.
            E’ risultato che alcuni membri dell’Associazione sono in rilevante arretrato sui pagamenti delle quote associative. Essi saranno sollecitati a versare tali quote. Viene peraltro suggerito di assumere una iniziativa al riguardo, eventualmente proponendo una modifica dello Statuto dell’AIC, per cui dopo un certo numero di annualità non pagate si determinerebbe una decadenza automatica del socio. Pizzetti ritiene peraltro che sarebbe sufficiente ribadire che i soci non in regola coi pagamenti non possono esercitare alcun diritto di voto.

3. Seminario sulle immunità in collaborazione con i processual-penalisti

            Il Presidente riferisce di un contatto col prof. Chiavario, che lo ha sollecitato ad occuparsi della parte del seminario di spettanza dei costituzionalisti. Si passerà alla fase operativa nel prossimo Direttivo: si è comunque definita l’idea di un seminario a inviti, da tenere a Roma. La sentenza della Corte sulla L. n.140/2003 potrà costituirne il retroterra. La nostra proposta potrebbe essere quella di un contributo costituzionalistico di impostazione generale, mentre i processual-penalisti svilupperanno le varie implicazioni processuali della questione. Il nostro contributo potrà articolarsi su due temi: (a) le immunità e i privilegi nel diritto costituzionale; (b) le indicazioni del diritto comparato in materia. Si tratta di assicurare una estesa rassegna critica delle molte rappresentazioni che caratterizzano il dibattito e dei diversi punti di vista che ne sono coinvolti. Morbidelli sottolinea la opportunità di non allargare troppo il tema, mantenendosi sul crinale del rapporto tra potere politico, funzioni giudiziarie e diritto alla difesa (anche se a quest’ultimo proposito andrà considerata anche la giurisprudenza costituzionale sulle immunità degli agenti diplomatici). Per le due parti si fanno alcuni nomi di possibili relatori da contattare. La sede potrebbe essere la Facoltà di Giurisprudenza o i locali della Camera dei Deputati in Campo Marzio. Si tratta di parlare col prof. Chiavario e con gli uffici della Camera. A tal fine il Presidente chiede ed ottiene un ampio mandato, sulla base degli indirizzi appena definiti e approvati, per passare senz’altro alla fase attuativa nei tempi più brevi, senza necessità di nuove decisioni del Direttivo.

4. Iniziative di seminari sulla vicenda della Costituzione europea.

            Il Presidente ricorda che nell’ultima Assemblea generale dell’Associazione si era proposto di dedicare alla Costituzione europea il prossimo Convegno nazionale, ma, anche per l’incertezza del quadro, si era poi preferito un altro argomento. In effetti il 13 dicembre 2003 la Conferenza intergovernativa si è chiusa con un nulla di fatto, ma il tema resta aperto, anzi è uno dei grandi temi del momento (e la nuova Presidenza irlandese del Consiglio europeo sembra decisa a riattivare il processo). D’altra parte il Progetto è comunque di grande interesse e presenta parti molto innovative, ed è opportuno che l’Associazione abbia l’occasione per riflettervi. Se ne è parlato a Perugia ma in un momento e con prospettive alquanto diverse rispetto a questo progetto di «Trattato che istituisce una Costituzione europea», che è qualcosa di inedito rispetto ai modelli tradizionali.
            A questo proposito, Floridia dà notizia e presenta le linee della giornata di studio che intende organizzare nell’ambito delle iniziative dell’Associazione di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo e delle manifestazioni per “Genova 2004 capitale europea della cultura” (la data è il 26 maggio) sul tema dell’ordine giuridico europeo e delle sue fonti, tra la situazione attuale e le prospettive del Progetto, da analizzare sotto vari profili: il rapporto tra diritto internazionale e diritto costituzionale, l’evoluzione delle forme della produzione normativa e dei rapporti tra i diversi livelli di legislazione e i relativi effetti in sede nazionale, le tecniche per il superamento del sistema dei “pilastri” ecc.
            Pizzetti appoggia queste iniziative, sottolineando la ricchezza delle questioni che si pongono in proposito e che i costituzionalisti debbono affrontare anche e proprio come Associazione poiché coinvolgono i principi di base della disciplina, imponendo di interrogarsi sul significato della Costituzione anche per ordinamenti non statali, sul ruolo della Carta dei diritti, sugli effetti “di ritorno” che (come emerge anche dalla proposta di Floridia) questi temi e la loro elaborazione tecnica in sede di Convenzione possono avere con riguardo agli stessi ordinamenti statali e in genere al pensiero costituzionalistico (verso la formazione di un diritto costituzionale comune, o di una cultura costituzionale comune, che si rispecchia nei lavori della Convenzione?).
            Ridola si associa, ma ai fini del seminario propone di circoscrivere il tema. Ritiene che uno dei profili più interessanti sia quello del metodo: che cosa cioè attraverso i lavori della Convenzione appaia mutato nel metodo della produzione costituzionale, in che modo e in che senso si sia andati al di là dei classici schemi del potere costituente, del gius-positivismo stautalista, della sovranità. Dunque, una riflessione sul metodo in generale e sui lavori della Convenzione in particolare.
            Loiodice suggerisce invece una tematica più tecnica che, invece delle fonti di cui hanno detto Floridia e Pizzetti, potrebbe essere quella della interpretazione, quale esigenza nuova posta dal sempre più complesso intreccio tra diversi livelli di produzione normativa: ad esempio, quale sarà il ruolo in sede interpretativa della Carta dei diritti una volta incorporata nella Costituzione europea, specie nelle parti in cui essa risulta più avanzata delle Costituzioni nazionali.
            Ainis condivide l’impressione di una forte influenza culturale di ritorno, ma si chiede se non ci stiamo innamorando troppo dei progetti senza interrogarci sui fallimenti. Propone quindi una riflessione sulle difficoltà della riforma e sui suoi eventuali errori di metodo: progetti troppo avanzati o difetti di ordine politico-culturale?
            Morbidelli evidenzia i percorsi diffusi e talora inavvertiti della trasformazione costituzionale in sede europea e nazionale, che si va realizzando in modo “strisciante” anche al di là delle iniziative esplicite e formali in atto: è un processo che sta passando per una pluralità di percorsi diversi, in particolare attraverso prassi legislative e giurisprudenziali che vanno percepite e studiate a diversi livelli per cogliere i profondi mutamenti in corso nella diffusa cultura degli operatori giuridici.
            Ciarlo nota che, se ovviamente il tema deve essere affrontato sulla base dello stato attuale degli sviluppi dell’integrazione europea, occorre percepire le novità che appaiono oggi caratterizzare tali sviluppi anche in senso non positivo: finora ci si è orientati nella prospettiva di un progressivo e più o meno lineare consolidamento di tale integrazione e della “costituzionalizzazione” dell’Unione, ma da qualche tempo si profilano pure forti segnali di conflitto (tra il Consiglio e la Commissione nella gestione delle regole, tra gruppi di Paesi nel quadro dell’allargamento ecc.). Chiede dunque una riflessione attenta alla circostanza che qualcosa è cambiato e che c’è un limite alla forza d’inerzia dei progressi fatti finora, sicché il loro sviluppo può trovarsi a dipendere da fenomeni contingenti, come eventuali mutamenti delle linee politiche in alcuni paesi chiave, o i risultati e le interpretazioni delle prossime elezioni del Parlamento europeo. Suggerisce quindi particolare attenzione ai tempi del seminario, che sarebbe meglio far slittare a dopo le elezioni di giugno, programmandolo quindi almeno per il settembre 2004.
            Bartole constata un generale accordo nel senso di coltivare l’idea, anche se occorre precisarne l’impostazione. E’ favorevole ad una riflessione culturale di alto profilo sui temi di metodo proposti da Ridola – modelli concettuali da adeguare o da superare con riferimento ad una realtà del tutto diversa – da affidare ad alcune relazioni teoriche introduttive tra diritto costituzionale, comunitario e internazionale.
Da un veloce giro di tavolo emergono diverse ipotesi per i relatori. Ainis propone di pensare ad una o due relazioni generali introduttive sul quadro dei problemi, seguita da approfondimenti e dibattiti eventualmente articolati in sessioni ed una seduta plenaria finale per dar conto di tali dibattiti. Ciarlo insiste sulla necessità di non andare avanti come se nulla fosse accaduto e di mettere quindi in discussione le ragioni profonde del fallimento della CIG e dei conflitti tra le istituzioni comunitarie. Ridola, stante il taglio suggerito da Bartole, ritiene che occorrerebbe prima individuare i relatori, nella prospettiva di un dibattito tra italiani e stranieri e tra internazionalisti e costituzionalisti; e poi definire i temi, meglio se trasversali e non classici (potere e processo costituente; democrazia e autonomia; partecipazione e controllo sulle decisioni ecc.). Bartole sottolinea ancora l’esigenza di cogliere e di recepire l'insegnamento di questi ultimi due anni di esperienza europea e nazionale sui principi e sugli strumenti concettuali del costituzionalismo. Si delineano così due temi principali del seminario: (I) problematicità e delegittimazione delle categorie tradizionali del diritto costituzionale nella loro capacità di “tenuta” ai fini della disciplina e della stessa comprensione di quanto sta accadendo ultimamente in sede europea e nazionale; (II) le prospettive di un “nuovo illuminismo” che crea scenari e strumenti nuovi ai fini della costituzionalizzazione di istituzioni politiche inedite, e con ricadute di grande rilievo sul diritto interno.
Il prossimo direttivo definirà le questioni operative. Il seminario potrebbe tenersi verso fine giugno (21-22) a Firenze o a Roma.

5. Convegno nazionale dell’Associazione.

            Facendo seguito alla discussione della precedente seduta, si mettono a punto diversi particolari organizzativi del Convegno nazionale annuale dell’AIC che si svolgerà a Padova nel mese di ottobre sul tema del potere giudiziario. L’ipotesi che raccoglie maggiori consensi è quella di una serie di temi su cui invitare un relatore e uno o due discussants. I temi sono:
1.         Il ruolo generale del Giudiziario: interpretazione e applicazione della legge
2.         Le organizzazioni giudiziarie: indipendenza, organi e forme di autogoverno, statuto dei giudici
3.         L’esercizio dell’azione pubblica e i pubblici ministeri
4.         I regimi di responsabilità dei giudici
5.         La tutela dei diritti in un sistema a più livelli di garanzie e di giurisdizioni
A seguire, una Tavola rotonda sulla configurazione istituzionale e la legittimazione del Giudiziario.
            In questo quadro, Pizzetti sottolinea in particolare l’esigenza di approfondire che cosa sia oggi il potere giudiziario in Italia, quale sia l’effettività di un sistema articolato su quattro magistrature diverse (i giudici ordinari, amministrativi, tributari e della Corte dei conti) con fisionomie e strutture organizzative molto differenziate, ed in cui i giudici reclutati per concorso sono solo una parte, laddove gli altri non partecipano agli organi di tutela dell’indipendenza. Morbidelli rileva che questi profili possono emergere all’interno delle relazioni, ma il mandato dell’Assemblea era più mirato sui temi generali (garanzie e responsabilità dei giudici). Bartole evidenzia come linea tematica basilare quella dell’esercizio della funzione giudiziaria nel quadro della separazione dei poteri: è in questa direzione che il tema potrà essere allargato allo statuto di coloro che esercitano tale funzione.

6. Sito Web dell’Associazione.

            Il Presidente relaziona sul “caso Pizzorusso” e sulle decisioni prese in proposito con la pubblicazione di diversi documenti. Si riserva di chiedere all’interessato tutti i documenti da pubblicare sulla vicenda.
            Sull’organizzazione del sito, dà la parola a Ridola, che riferisce in base alle informazioni raccolte dalla redazione sul sistema di lavoro e sui dati sull’utenza. Attualmente il sito conta 2102 iscrizioni alla newsletter, una media di 680 visite al giorno compresi i festivi e oltre 2000 pagine al giorno consultate. Dunque l’utenza è più ampia rispetto agli studiosi specialisti. Appare pertanto opportuno mantenere la continuità con l’indirizzo del triennio precedente di dare molto spazio alla documentazione mettendo a disposizione tutto il materiale possibile, anche in considerazione del fatto che molti colleghi invitano gli studenti (persino nei programmi di insegnamento) a far riferimento al sito. Quanto all’organizzazione, essa è attualmente centrata su un direttore/capo redattore, Colaritti, e sul webmaster; ed è divisa in varie aree:
1) Dibattiti, in cui si pubblicano prevalentemente contributi dei soci dell’AIC. Ridola ritiene opportuno mantenere l’indirizzo della gestione precedente anche nel senso di differenziare questa sezione da un puro forum di interventi “a caldo”, ospitando invece contributi più meditati e approfonditi.
2) Cronache, curate da un gruppo di giovani redattori, con brevi schede di commento a decisioni della Corte costituzionale e di informazione su eventi di rilievo costituzionale italiani e stranieri. Qui pare opportuno potenziare la sezione, accentuando la componente informativa e producendo qualcosa di più di mere note redazionali, fermo restando che le valutazioni più approfondite vanno nella sezione “Dibattiti”. Al riguardo, Morbidelli fa presente la sezione in parte analoga della rivista Giurisprudenza italiana, da lui attualmente diretta, con informazioni sulla Corte di Giustizia, sulla Corte costituzionale e su novità legislative, e propone la possibilità di “interfacciare” le due iniziative con scambi di materiali e di informazioni (occorrerebbe però limitarsi a questi scambi, poiché la versione informatica della rivista è sotto password a pagamento).
3) Materiali, di cui si è già detto sopra. Questa sezione andrebbe notevolmente potenziata. Per evitare un sovraccarico di materiali eterogenei la si potrebbe scindere in due sottosezioni: (3a) Dossiers, in cui raccogliere organicamente i materiali relativi ad alcuni argomenti di particolare complessità e rilievo; (3b) Altri documenti, in cui inserire materiali meno accorpabili.
4) Novità editoriali italiane e straniere. Qui si tratterebbe soprattutto di potenziare la parte straniera.
5) Appuntamenti. Questa sezione, in cui confluiscono segnalazioni di convegni e varie iniziative, è in realtà piuttosto delicata ed ha creato qualche problema “diplomatico” specie a causa di notizie mancate o diffuse in ritardo. Morbidelli ritiene che la questione deve farsi ricadere sulla responsabilità degli organizzatori degli eventi, i quali debbono attivarsi per dare adeguate informazioni per tempo. Bartole propone di trasmettere ad associati e colleghi una lettera circolare in cui si diano le istruzioni essenziali (da rinvenirsi anche sul sito) sul modo di far pervenire le comunicazioni da diffondere attraverso questo sistema. Altro problema “diplomatico” è quello della sezione “dottorati”, che è molto ineguale, in quanto solo i dottorati più efficienti mandano programmi di lungo periodo, mentre altri si limitano a dar notizia di singoli appuntamenti.
6) Area istituzionale. Qui si pubblicano non tutti i documenti degli organi, ma notizie sulle attività della Associazione e sulla sua struttura (organi, soci, verbali e simili). Occorre verificare e aggiornare l’elenco dei soci: per ora esiste solo un elenco con incomplete indicazioni di recapiti ed e-mail. Per altro verso, evidentemente le notizie personali possono essere inserite solo su richiesta degli interessati, per cui si potrebbe fare una circolare per invitare i soci a indicare che cosa si vuole che sia messo nel sito a loro riguardo: recapiti di vario genere, posizione accademica, eventualmente curriculum e pubblicazioni.
Ciarlo rileva che il sito è un po’ troppo “autoreferenziale” e che sarebbe opportuno aprirlo maggiormente. E’ vero che un forum aperto è troppo rischioso, ma si dovrebbe trovare un modo per creare una sede per un dibattito almeno tra i soci. Dà poi notizia di una sua iniziativa che potrebbe servire ad arricchire il sito. Considerando che, della vasta produzione legislativa attuale, numerosi testi di argomento disparato hanno più o meno direttamente rilevanza per il diritto pubblico e per la organizzazione politica del Paese, ha creato con alcuni collaboratori un osservatorio per selezionare questi materiali e classificarli con un breve commento sui profili che ci interessano. Questo materiale è attualmente pubblicato in rete, sicché si potrebbe almeno creare nel sito AIC un apposito link che indirizzi alla sua consultazione (analogamente andrebbe fatto un link al più complesso archivio curato dalla Regione Campania, che analizza tutta la legislazione recente classificandola per materia: la home page si trova all’indirizzo regione.campania.it). Rileva infine che, se il sito rivela una fre­quentazione crescente, si potrebbe anche pensare di raccogliere risorse per il suo finanziamento me­diante offerta di spazi pubblicitari, s’intende a soggetti adeguati, come ad es. le case editrici.
A quest’ultimo proposito Ridola comunica che sono già stati presi contatti in tal senso con alcune case editrici. In effetti c’è un problema di retribuzione dei vari collaboratori: finora siamo riusciti a pagare solo il webmaster, mentre sarebbe opportuno compensare in qualche modo anche i redattori.
Pizzetti rileva che il sito è forse un po’ troppo frammentato e complicato, poco intuibile nella sua struttura a partire dalla pagina d’ingresso (forse sarebbe meglio diminuirne le partizioni); sottolinea l’utilità dei siti anche come punto di partenza per esplorazioni ulteriori, quindi come repertorio di links ad altri siti, che si potrebbero raccogliere e classificare (in modo analogo a quanto fatto nel sito dell’ISPI di Milano); suggerisce di aprire rapporti con altri siti stranieri (associazioni analoghe, centri di studio ecc.) con scambi di informazioni e links reciproci; propone di creare qualche rubrica in inglese (ad es. brevi abstract delle discussioni e simili). Anche Floridia avanza diverse proposte di razionalizzazione (migliorare la trasparenza dell’indice generale, creare un sistema di links ragionati di vario contenuto, classificati in modo da essere individuabili per categorie ecc.).
In conclusione, su proposta del Presidente viene costituito un comitato per il sito, composto da Ridola, Ciarlo e Floridia.

7. Prossima seduta e chiusura dei lavori.

            Salvo l’insorgenza di particolari necessità, la prossima seduta è programmata per il 22 aprile, ore 17, a Firenze, alla vigilia del convegno ivi organizzato dal prof. Morbidelli. Si parlerà in particolare delle relazioni con le associazioni internazionali e straniere di professori di diritto pubblico, del problema dei finanziamenti, delle ulteriori determinazioni da prendere a proposito dei convegni e dei seminari programmati.

            Alle ore  17 , null’altro essendovi da discutere, il Presidente dichiara chiusa la seduta.


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