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Il Commentario della Costituzione Zanichelli si avvia alla conclusione

di Alessandro Pizzorusso

Il Commentario della Costituzione pubblicato dall’editore Zanichelli a partire dal 1975 fu concepito dal suo fondatore, Giuseppe Branca, come uno strumento destinato a diffondere la conoscenza della Costituzione approvata dall’Assemblea costituente il 22 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948 in un momento in cui la Costituzione stessa costituiva un essenziale punto di riferimento, sia per la politica italiana che per cultura giuridica del paese. Soprattutto in virtù dell’attività della Corte costituzionale, l’opera di attuazione della Costituzione, che inizialmente aveva trovato non pochi ostacoli, sembrava avviata a realizzare in modo sempre più compiuto i principi della democrazia liberale e sociale che in essa avevano trovato una felice espressione. Dopo la pubblicazione del primo volume, dedicato agli articoli da 1 a 12 e comprendente saggi di Costantino Mortati, Augusto Barbera, Antonio S. Agrò, Umberto Romagnoli, Giuseppe F.Mancini, Giorgio Berti, Alessandro Pizzorusso, Francesco Finocchiaro, Fabio Merusi e Antonio Cassese, l’uscita del Commentario proseguì con uno o due volumi all’anno, secondo la tradizione stabilita col glorioso Commentario del codice civile Scialoja e Branca, pubblicato dallo stesso editore. Dopo la morte del suo fondatore, avvenuta nel 1987, il compito di proseguire l’opera fu affidato allo scrivente.

Nel corso di questa fase, il completamento del Commentario mediante la pubblicazione di una serie di saggi dedicati ai singoli articoli della Costituzione fu indubbiamente considerato come un obiettivo da perseguire, ma fu spesso presa in considerazione anche l’eventualità di estendere il commento alla leggi costituzionali e di revisione costituzionale – via via che si cominciava ad averne qualche esempio importante – ed eventualmente anche alle leggi costituzionali in senso materiale (si veda il commento alla legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, pubblicato nel 1994, e il commento alle nuove leggi sulle autonomie locali, pubblicato nel 1996), adottandosi così una linea editoriale più simile a quella del Commentario del codice civile.

Quando, con gli anni ’90, si cominciò a delineare la crisi costituzionale tuttora in corso e, da parte di alcuni, si cominciò a sostenere addirittura che la Costituzione aveva perduto efficacia – o quanto meno doveva essere sottoposta a riforme ben più profonde di quelle di cui si era discusso fino a quel momento – l’ipotesi della chiusura dell’opera cominciò a presentarsi in una prospettiva nuova, sembrando impossibile continuare a commentare i testi costituzionali come se nulla fosse successo. E quando le elezioni del 1994 sembrarono premiare orientamenti che rimettevano in discussione quella valorizzazione della Costituzione che aveva ispirato l’iniziativa di Branca, fu impostato un programma il quale prevedeva di chiudere l’opera con i due volumi di commento agli articoli della Costituzione ancora mancanti (concernenti l’art.21 e l’art.75) e di un volume comprendente il commento delle disposizioni transitorie e, in forma più sintetica, delle leggi costituzionali e di revisione costituzionale intervenute dal 1948 al 1993. Tuttavia, mentre quest’ultimo volume fu effettivamente pubblicato nel 1995 (Disposizioni transitorie e finali I-XVIII. Leggi costituzionali e di revisione costituzionale (1948-1993), corredato anche di una prefazione-postfazione che spiegava la decisione presa), gli altri due erano ben lungi dall’essere pronti e il progetto rimase conseguentemente in sospeso.

L’evoluzione della situazione politica, la quale appariva orientata nel senso di tenere comunque ferma, quanto meno, la prima parte della Costituzione (come stabilì la legge costituzionale 24 gennaio 1997, n.1, istitutiva della Commissione bicamerale sulle riforme istituzionali, confermando il criterio già seguito dalla legge costituzionale 6 agosto 1993, n.1), parve riaprire qualche possibilità di recuperare l’orientamento precedentemente seguito. Furono conseguentemente valutati nuovi progetti di prosecuzione del Commentario, dei quali peraltro l’unico realizzato fu il commento alla legge costituzionale 22 novembre 1999, n.1, di Massimo Carli e Carlo Fusaro, pubblicato nel 2002.

I lavori della Bicamerale del 1997 e le successive vicende maturate - soprattutto dopo le elezioni del 2001 - hanno però mostrato come l’ipotesi secondo la quale la crisi costituzionale in corso avrebbe potuto concludersi senza dar luogo ad una vera e propria transizione dal regime costituzionale instaurato nel 1947 ad un assetto più o meno profondamente diverso da quello non poteva ritenersi sostenibile. Ciò risulta, per un verso, dal complesso di “modificazioni tacite” che, a dispetto della rigidità della Costituzione del 1947, sono state realizzate nel corso degli anni trascorsi dopo l’inizio della crisi e, per altro verso, dal progetto di riforma costituzionale attualmente in corso di approvazione in Parlamento che, seppur formalmente limitato alla seconda parte della Costituzione, si presenta con caratteristiche tali da incidere altresì sulla prima. Se un giorno la transizione attualmente in corso potrà dirsi conclusa, certamente qualcuno commenterà la Costituzione che sarà allora in vigore: ma difficilmente tale commento potrà essere impostato considerando tale Costituzione come la continuazione – seppur con modifiche - di quella del 1947, così come essa non avrebbe certamente potuto essere considerata come la continuazione della Costituzione in vigore in Italia prima della transizione sviluppatasi nel periodo 1943-1948.

L’avanzamento dei lavori relativi ai due commenti degli articoli 21 e 75, intervenuto nel frattempo, ha consentito quindi di mettere nuovamente in programma la chiusura del Commentario, che sarà realizzata mediante la pubblicazione del commento all’art.75 a cura di Massimo Luciani, in libreria a partire dal 21 marzo 2005, di quella del commento all’art. 21 a cura di Alessandro Pace, che seguirà entro qualche mese, e di un volume comprendente sintetici commenti alla leggi costituzionali e di revisione costituzionale intervenute fra il 1994 ed il 2004, curati da Silvio Basile, Francesco Dal Canto, Paolo Ferrua, Enrico Grosso, Elena Malfatti e Emanuele Rossi (nonché di una nota di aggiornamento della prefazione-postfazione del 1995), che seguirà poco dopo. Questo volume sarà corredato anche degli indici dell’intero Commentario, che assumerà quindi il carattere di un’opera dotata di una sua completezza, e potrà così conservare presumibilmente attualità, in certa misura almeno, ancora per molto tempo, quale che sarà l’evoluzione politico-costituzionale del nostro paese, nonostante che la pubblicazione dei trentaquattro volumi che la comporranno sia stata distribuita nell’arco di trent’anni, gran parte dei quali sotto questo profilo assai travagliati.

(14/03/2005)


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