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La Carta delle Regioni d’Europa

di Pier Luigi Petrillo - (Dottorando di ricerca in Diritto pubblico comparato presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Siena)

Il 19 settembre u.s., a Firenze, è stata firmata dai rappresentati di 197 diverse regioni (di 23 diverse nazioni) la Carta delle Regioni d’Europa.

L’atto, articolato in dieci punti, è stato promosso dalla Conferenza delle Assemblee legislative regionali d’Europa (Calre) che riunisce i Presidenti di 74 regioni facenti parte di 8 paesi (tra cui le comunità autonome spagnole, i consigli regionali italiani, i Laender austriaci e quelli tedeschi, le regioni e le comunità belghe, le assemblee scozzesi, gallesi e dell’Irlanda del Nord).

Lo scopo della Carta, come si legge nel punto 5) del testo, è, in primo luogo, promuovere l’estensione del processo di regionalizzazione a quei paesi in cui non esistono forme decentrate del potere politico, consapevoli che “le autorità regionali dotate di responsabilità proprie e di istituzioni decisionali democraticamente elette, sono le più adatte per avvicinare al cittadino i governi nazionali e le istituzioni europee” (punto 6).

In secondo luogo, i firmatari (tra i quali anche la Francia e l’Olanda, dove esistono assemblee “locali” prive di poteri legislativi), chiedono che la futura Costituzione dell’Unione Europea riconosca il contributo delle Assemblee regionali al processo di elaborazione delle decisioni e di attuazione delle politiche comunitarie, auspicando, da un lato, una maggiore partecipazione delle stesse anche al processo di preparazione degli atti legislativi e delle politiche dell’Unione (punti 7 e 8), e, dall’altro, il riconoscimento del diritto per le Regioni di adire la Corte di giustizia ove un atto comunitario violi direttamente prerogative proprie (punto 10).

Alla cerimonia della firma della Carta delle Regioni d’Europa hanno partecipato anche paesi non aderenti all’Unione Europea come l’Albania, la Svizzera e la Turchia.

Il Presidente del Consiglio regionale toscano (attuale presidente del Calre) Nencini, nella sua relazione di apertura, ha spiegato che l’obiettivo della Carta è “favorire la crescita delle istituzioni regionali nei 25 paesi dell’Ue, offrire un tavolato di diritti e di valori coralmente condiviso, e favorire un processo ampio di partecipazione alla vita politica e istituzionale della nuova Unione”. La Carta delle Regioni d’Europa, ha aggiunto in conclusione lo stesso Nencini, “costituisce una opportunità ed un doppio impegno: l’impegno verso i cittadini perché la partecipazione agli affari europei sia consentita consapevolmente e diffusa, e l’impegno verso il Parlamento, il Consiglio e la Commissione europea perché la nuova Costituzione riconosca effettivamente le regioni”. 

(25/09/2003)


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