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Roma, 16 novembre 2007

On. Dott. Fabio Mussi
Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica
Piazza Kennedy, 20
00144 R O M A

raccomandata

                                                                            
Onorevole Signor Ministro,

         faccio seguito alla mia del 5 luglio u.s. con la, quale al punto b), lamentavo, a nome dell’Associazione da me presieduta, i perduranti negativi effetti della legge 18 ottobre 2001, n. 383, ancorchè successivamente abrogata.

         Come Ella sicuramente ricorda, con tale legge si attribuiva, con un mero decreto ministeriale e senza concorso, la qualifica di «professore ordinario» ai docenti della Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze.

         Nella Sua cortese lettera di risposta del 18 luglio, prot. GAB/9456, Ella dimostrava di condividere le preoccupazioni espresse in proposito dall’AIC.

         Torno ora sull’argomento perché l’Ufficio legislativo di codesto Ministero, con nota n. 1786/134/06 del 4 maggio 2006, risulta essere andato in contrario avviso affermando che «nell’ambito della propria autonomia, ciascuna Università possa far partecipare alle procedure di trasferimento e mobilità anche i docenti equiparati ai professori e ricercatori Universitari inquadrati presso istituzioni disciplinate da un ordinamento speciale». Nella specie, l’Ufficio legislativo di codesto Ministero, si riferiva infatti ai trasferimenti di docenti privi di idoneità all’inquadramento, in contraddizione con quanto disposto dall’art. 13 d.lgs. n. 164 del 2006.

Sembra che, a fondamento di tale discutibilissima interpretazione, vi sia una speciosa applicazione dell’art. 4, comma 4, d.lgs. 29 dicembre 2003, n. 381, secondo il quale «i docenti della Scuola, in posizione di comando, aspettativa o fuori ruolo, per il tempo dell’incarico, sono equiparati, ad ogni effetto giuridico, ai professori universitari di prima fascia, con salvezza dell’eventuale migliore trattamento economico complessivo in godimento», dove è evidente che l’equiparazione è solo temporanea, limitata agli aspetti economici e non può spiegare effetti per il futuro.

         Ritenendo auspicabile una Sua precisa presa di posizione sul punto, resto in attesa di un cortese cenno di riscontro.
         Con i più vivi ossequi

Prof. Alessandro Pace
Presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti

(22 novembre 2007)