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Roma, 5 luglio 2007

On. Dott. Fabio Mussi
Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica
Piazza Kennedy, 20
00144  R O M A
raccomandata

e  p. c.
Ill.mo Cons. dott. Oberdan Forlenza
Capo gabinetto
Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica
Piazza Kennedy, 20
00144   R O M A
raccomandata

 

Sulle disarmonie nel reclutamento dei professori universitari

Il Consiglio direttivo dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti (AIC), facendo seguito alla lettera raccomandata del 15 giugno u.s. occasionata dall’esposto 7/11 giugno 2007 concernente l’Università Telematica Guglielmo Marconi, intende richiamare, ancora una volta, l’attenzione del signor Ministro della Università e della Ricerca sulle disarmonie, rispetto ad un sistema unitario di reclutamento dei professori universitari, causate da alcuni provvedimenti legislativi ed amministrativi che, oltre a consentire la nomina di “professori straordinari a tempo determinato”, hanno addirittura reso possibile la chiamata, con la qualifica di “professore ordinario”, di quanti non avevano in precedenza superato alcun concorso per il reclutamento alla docenza universitaria, con l’effetto di produrre un’evidente lesione di inderogabili principi costituzionali: da quello di eguaglianza a quello che regola l’accesso alla pubblica amministrazione mediante concorso (salvo le eccezioni, che non ricorrono certamente nei casi di specie) e a quello di legalità, e ciò proprio a causa delle ripetute deroghe apportate alla legislazione vigente da parte di taluni decreti ministeriali.

Nella seduta del 25 maggio 2007, l’organo di governo dell’AIC ha perciò deliberato, all’unanimità dei presenti, quanto segue:

a) di invitare il signor Ministro della Università e della Ricerca ad esercitare una maggiore vigilanza sulla permanenza dei requisiti minimi (come previsti dal d.m. 17 aprile 2003, in seguito modificato dal d.m. 15 aprile 2005) da parte delle numerose Università telematiche autorizzate, con specifici decreti ministeriali, ad operare nel nostro Paese durante il biennio 2004/2006. Tale controllo dovrebbe pure contemplare un’attenta verifica dei titoli e delle capacità didattiche del personale docente non strutturato di queste inedite strutture universitarie, a cominciare proprio dai “Professori straordinari a tempo determinato” (come peraltro consentito dall’art. 1, n. 12 della legge 4 novembre 2005, n. 230, con una evidente irragionevole confusione con la qualifica spettante ai vincitori del concorso per professori di prima fascia, eliminabile però solo con un auspicabile intervento legislativo). La selezione di tali docenti dovrebbe piuttosto essere rimessa ad una commissione costituita da professori universitari di prima fascia, estranei all’Università di destinazione, nonostante il carattere di inderogabile temporaneità dell’incarico attribuito, il quale non dovrà, in alcun modo, dare luogo a forme di stabilizzazione, in assenza di un regolare concorso per l’acceso alla docenza universitaria.

b) di invitare il signor Ministro della Università e della Ricerca a porre rimedio ai perduranti effetti, di dubbia legittimità costituzionale, prodotti dall’art. 12, n. 3, ult. alinea, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, che ha assicurato l’irrazionale privilegio a quanti, già stabilizzati come professori “ordinari” presso la Scuola superiore dell’economia e delle finanze di Roma (alle dipendenze del Ministero dell’economia), sono stati poi ammessi,  in virtù di quanto disposto dal d.m. 28 settembre 2000, n. 301 (in seguito modificato dal d.m. 29 marzo 2002, n. 80), a partecipare alle procedure di trasferimento e di mobilità tra Università, pur non avendo superato alcun concorso, bandito da un Ateneo pubblico o privato, per il reclutamento alla docenza universitaria, dopo il conseguimento di regolare idoneità.

Tale incredibile scorciatoia, per accedere ad un ruolo per il quale è di norma necessario sottoporsi ad un’articolata e ripetuta verifica (da dottore di ricerca a ricercatore, a professore associato, a professore straordinario e poi ordinario), oltre ad aver consentito - durante la vigenza della citata legge n. 383 del 2001 – la chiamata da parte della Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Udine, come professore ordinario, di un ex docente della Scuola superiore dell’economia e delle finanze (peraltro poi trasferitosi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “Tor Vergata”), ha addirittura reso possibile, nonostante l’esplicita abrogazione della cit. legge n. 383 da parte dell’art. 1, co. 4, ult. alinea del d.l. n. 209 del 2002, convertito nella legge n. 265 del 2002 (chiaramente ispirato ai principi costituzionali seguiti e applicati dalla Corte costituzionale nella sent. n. 194 del 2002), un’ulteriore e più recente (ottobre 2006) chiamata come professore ordinario - da parte della Facoltà di Studi politici “Jean Monnet” della Seconda Università di Napoli - di un secondo docente della suddetta Scuola superiore di economia e delle finanze, benché anche quest’ultimo non avesse in precedenza conseguito alcuna idoneità alla docenza universitaria.

Ciò premesso, il Consiglio direttivo dell’AIC, nell’invitare il Signor Ministro dell’Università e delle Ricerca ad un’attenta verifica dei suddetti provvedimenti di chiamata e di messa in ruolo come professori “straordinari a tempo determinato” o, addirittura, come “ordinari” a tempo indeterminato, di quanti non abbiano in precedenza conseguito regolare idoneità a seguito di un pubblico concorso per l’acceso alla docenza universitaria, auspica un tempestivo intervento che ponga al più presto rimedio a questa irragionevole confusione, provocata dai sopra citati provvedimenti legislativi ed amministrativi, rispetto alla qualifica spettante ai vincitori del concorso per professore di prima fascia, che i più recenti interventi di riforma vorrebbero giustamente più selettivo.

In attesa di un cortese cenno di riscontro, Le invio i miei più vivi ossequi

Prof. Alessandro Pace
Presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti