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Roma, 5 luglio 2007

On. Dott. Fabio Mussi
Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica
Piazza Kennedy, 20
00144  R O M A
raccomandata

e  p. c.
Ill.mo Cons. dott. Oberdan Forlenza
Capo gabinetto
Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica
Piazza Kennedy, 20
00144   R O M A raccomandata

 

Sulla proposta di aggregazione in macro-settori dei settori scientifico-disciplinari

Il Consiglio direttivo dell’Associazione Italiana dei costituzionalisti (AIC), in occasione della riunione del 25 maggio 2007,  ha deciso, all’unanimità dei presenti, di manifestare al signor Ministro della Università e della Ricerca le ragioni della profonda preoccupazione sulla proposta di aggregazione dei settori scientifico-disciplinari (cc.dd. macro-settori) - su cui è stato recentemente chiamato ad esprimersi anche il CUN - entro cui sarebbero individuati, “per la parte disciplinare”, in occasione delle tornate concorsuali (per il ruolo di ricercatore), tre professori di prima fascia, secondo modalità stabilite autonomamente da ciascuna Università.

Come da più parti rilevato, è di tutta evidenza l’eterogeneità dei SSD inseriti nei quattro macro-settori individuati nella bozza ministeriale, per l’Area 12, attraverso modalità di accorpamento a dir poco irragionevoli, che costringerebbero, in occasione delle procedure concorsuali, ad un difficile dialogo valutativo tra specificità culturali sovente molto distanti tra di loro, pur nella consapevolezza del necessario confronto interdisciplinare dell’analisi giuridica.

Il rischio è che i componenti della Commissione giudicatrice specificamente competenti rispetto al profilo disciplinare del ruolo messo a concorso verrebbero affiancati da commissari dotati di una conoscenza della materia del tutto generica. Ne deriverebbe una pericolosa dissonanza di competenze che potrebbe pericolosamente riflettersi sulla stessa serietà di valutazione dei profili scientifico/culturali dei candidati.

Limitando in particolare l’attenzione al SSD 12/B, deve rilevarsi che, nonostante l’indubbia comunanza di conoscenze di fondo che appartengono al bagaglio culturale di ogni docente di diritto, sarebbe assai diverso il metro di valutazione, condizionato dalla propria specificità culturale, di un professore di diritto costituzionale/pubblico/amministrativo (di cui è indubbia l’affinità) rispetto ad un docente di diritto canonico o di diritto penale o processuale penale, nonostante il loro inserimento in un unico SSD di riferimento.

La distanza disciplinare e delle conoscenze culturali, legate ad una specificità scientifica imposta da un’evoluzione della società sempre più complessa e certamente incompatibile con un approccio del diritto “general/generico”, induce ad una maggiore riflessione sulle effettive affinità, anche per evitare ricadute pregiudizievoli sull’organizzazione degli ordinamenti didattici e sulla stessa formazione delle giovani generazioni, costrette ad immettersi in un mondo del lavoro che sovente costringe a professionalità particolarmente specialistiche e sofisticate.

L’auspicabile ricerca di un giusto punto di equilibrio tra iper-specializzazione e confuso (quanto irragionevole) accorpamento dei SSD dovrebbe, al contrario, consentire agli esperti delle discipline giuridiche, tradizionalmente coltivate nelle Università, di svolgere le necessarie valutazioni scientifiche sulla meritevolezza dei rispettivi candidati.

Il Consiglio direttivo dell’AIC, pur nella consapevolezza di una opportuna semplificazione dell’attuale quadro dei SSD in grado di confrontarsi con le dinamiche che interessano le società contemporanee secondo chiavi di lettura più avanzate, ritiene pertanto prematuro il varo delle macro-aree che non abbiano ancora raggiunto, all’interno del mondo accademico, la necessaria maturazione sulla consistenza e dimensione dei loro assetti.

Un’attenta valutazione dei pareri provenienti dalle Associazioni dei professori universitari delle varie discipline, e più in generale dalle altre componenti del variegato mondo della ricerca, consentirebbe una maggiore ponderazione delle effettive affinità culturali in grado di riscuotere un maggiore consenso e di scongiurare successivi ed inevitabili aggiustamenti che procrastinerebbero lo stato di incertezza in cui è purtroppo attualmente costretto purtroppo a convivere il comparto universitario.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, Le invio i miei più vivi ossequi

Prof. Alessandro Pace
Presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti